Surroghe: cosa sono e perché sono cresciute esponenzialmente

Quando si parla di mutui, un ruolo rilevante, ormai da svariato tempo, viene ricoperto dalle surroghe. La maggior parte di noi, almeno una volta nella vita, avrà udito la parola “surroga”, che è entrata a far parte del lessico degli italiani da almeno tre lustri. Denominata anche “portabilità dei mutui”, essa ha rappresentato un’autentica ventata di freschezza nel mondo del credito, come lo sono stati i siti menzionati nel portale casinoonlineaams.com per quanto concerne la sicurezza nel mondo del divertimento in rete.

La surroga è stata introdotta, nell’ormai lontano 2007, dal “Decreto Bersani”, diventato celebre anche per aver azzerato le commissioni quando si effettua una ricarica di un’utenza mobile e aver introdotto la portabilità della classe di rischio nel mondo della “RC Auto”, a tutela dei cittadini rispetto ai colossi del mondo assicurativo. La portabilità dei mutui, in tal senso, non è stata certa accolta di buon grado dagli istituti di credito. Ed i motivi sono presto detti.

Surroga, un’operazione che non comporta costi

È fuor di dubbio, come sanno i cittadini che hanno sottoscritto un mutuo sino al 2006, che la sottoscrizione di un mutuo vincolava il risparmiatore all’istituto di credito sino al termine del periodo di ammortamento del medesimo. Oggi, invece, lo scenario è radicalmente mutato. La surroga, infatti, consente di “traslocare” il mutuo ad un altro istituto di credito senza dover pagare penali o sopportare altri costi, che restano intatti, invece, quando si sottoscrive il mutuo per la prima volta.

La portabilità è totalmente gratuita. E consente non solo di evitare il pagamento di una penale per l’estinzione anticipata. Basti pensare ad alcuni costi presenti in un’operazione originaria di mutuo ipotecario, come, ad esempio, le spese di istruttoria della pratica, che rappresentano, non di rado, un vero e proprio salasso per l’utente: nella surroga, come previsto dalla legge, questa voce non è presente.

Un altro costo che non deve sostenere il risparmiatore, poi, riguarda gli oneri da dover riconoscere al notaio. Anche la surroga si espleta mediante l’atto notarile come in una tradizionale operazione ipotecaria, ma a differenza di quest’ultima, però, non è a carico del proprietario dell’immobile: la parcella notarile, infatti, verrà onorata dall’istituto subentrante.

La surroga, però, prevede il rispetto di alcune regole. In primis per quanto concerne l’importo, che deve essere di importo pari al debito residuo del vecchio finanziamento; la durata, invece, può essere differente rispetto a quella presente nel precedente mutuo. E’ importante sottolineare quest’ultimo aspetto, visto che non pochi italiani ne sono al corrente e, talvolta, desistono dall’effettuare un’operazione di surroga temendo di non poter modificare la durata.

I motivi del boom delle surroghe

Giunti a questo punto, è estremamente semplice comprendere come l’elemento chiave, determinante in termini assoluti, per stabilire quanto sia conveniente trasferire il mutuo presso un altro istituto è il tasso d’interesse. La surroga, in tal senso, offre una grande possibilità per ottenere condizioni migliorative rispetto a quelle originariamente pattuite col proprio istituto ed ottenere significativi risparmi alla voce “interessi”.

Non esiste alcun vincolo, in termini numerici, per quanto le surroghe da voler effettuare. Si può effettuare la surroga in più occasioni nell’arco della vita di un mutuo, senza alcun tipo di limite. E il boom delle surroghe negli ultimi anni ne è la testimonianza più lampante. A fare da traino al comparto, per quanto ovvio, sono state le politiche monetaria disciplinate dalla Banca Centrale Europea, che hanno spinto i tassi ad un ribasso senza precedenti.

Condizione, quest’ultima, che ha consentito agli istituti subentranti di offrire condizioni decisamente più vantaggiose e trovare nuova clientela. E’ bene sottolineare, tuttavia, come la surroga sia uno strumento poco conveniente quando mancano pochi anni all’estinzione: le rate, infatti, saranno composte principalmente dalla quota capitale e i benefici sarebbero estremamente limitati.