Documenti da presentare e affidabilità finanziaria


La banca prima di erogare il mutuo richiede dei documenti per valutare il valore dell’immobile e l’affidabilità finanziaria del cliente. Normalmente vengono richiesti documenti di tipo personale, reddituale e tecnico.

documenti mutuo

Tra i documenti di tipo personale, troviamo copia del documento di identità valido e del codice fiscale del o dei richiedenti; certificato di residenza; stato di famiglia; certificato di nascita; se cittadini extracomunitari, copia del permesso di soggiorno; certificato di stato libero o estratto dell’atto di matrimonio o dell’eventuale sentenza di separazione o divorzio.

Passiamo ora ai documenti di tipo reddituale. Per i dipendenti vengono richiesti la dichiarazione del datore di lavoro dell’anzianità di servizio del dipendente, l’originale dell’ultimo cedolino dello stipendio e la copia del modello CUD. Per gli autonomi, copia del modello Unico con ricevute di pagamento delle imposte, eventuale copia del bilancio; se professionista, attestato di iscrizione all’Albo cui appartiene e fotocopia degli estratti conti bancari degli ultimi mesi.

Per quanto riguarda i documenti di tipo tecnico, diciamo che per l’acquisto di un’abitazione già costruita ci vogliono: copia del compromesso, copia del certificato di abitabilità dell’immobile, copia dell’atto di provenienza dell’immobile, planimetria catastale. In caso di acquisto di un’abitazione ancora da costruire, si devono presentare: copia dell’atto di provenienza del terreno, copia della concessione o della licenza edilizia, copia del progetto approvato dal Comune e preventivo dei costi di costruzione. Infine, in caso di ristrutturazione di un immobile, è necessario munirsi di: atto di provenienza dell’immobile, planimetria catastale, preventivo dei costi, fotocopia delle autorizzazioni o licenze comunali (se necessarie ai lavori).


Parliamo ora dell’analisi della affidabilità finanziaria. La banca per valutare la capacità di un soggetto di rimborsare il finanziamento interroga la Centrale Rischi della Banca d’Italia e i SIC (Sistemi di Informazione Creditizia), cioè le centrali rischi private. Le informazioni su operazioni di importo superiore a 30 mila euro sono trattate dalle Centrali rischi gestite dalla Banca d’Italia o comunque sotto la sua vigilanza; invece, i dati relativi alle operazioni di importo inferiore sono gestiti dalle centrali private (CTC Consorzio per la Tutela del Credito; Experian Information Services S.p.A; CRIF S.p.A.; SIA S.p.A; Cerved; etc.). I dati raccolti possono essere elaborati con particolari tecniche (credit scoring) finalizzate a indicare il grado di affidabilità del consumatore attraverso l’espressione di un giudizio sintetico o di un punteggio. Le informazioni relative all’andamento dei pagamenti possono essere:

  • positive, quando il finanziamento viene pagato regolarmente e alle scadenze prestabilite; per la loro registrazione occorre il consenso dell’interessato. È possibile revocare in qualsiasi momento il consenso accordato precedentemente: in questo caso, le informazioni saranno eliminate entro 90 giorni dalla richiesta:
  • negative, quando si verificano ritardi o omissioni di pagamento. Per la registrazione di queste informazioni non occorre il consenso dell’interessato.

L’accesso ai dati raccolti nelle centrali rischi è consentito solo agli istituti finanziari (banche, società finanziarie), alla Magistratura, alle Autorità di controllo. L’accesso da parte degli operatori finanziari è consentito solo per valutare l’affidabilità del consumatore che ha richiesto il prestito, la sua puntualità nei pagamenti e l’eventuale rischio di un suo eccessivo indebitamento. Non può essere fatto per nessun altro scopo: ricerche di mercato, promozioni, pubblicità o vendita di prodotti o servizi.

Nel momento della richiesta di finanziamento, l’ente erogatore ha l’obbligo di consegnare e far sottoscrivere al cliente un’informativa con la quale gli comunica come verranno utilizzate le informazioni che lo riguardano (tecniche o sistemi automatizzati di credit scoring, tempi di conservazione, diritti e modalità per esercitarli, estremi della centrale rischi, etc.). È infine diritto del cittadino chiedere la verifica dei dati e la correzione, l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione o il blocco delle informazioni che lo riguardano.